Marco Azzurrini

Balera 59 ballo, miracoli e lotta di classe

Regia Marco Azzurrini

 

Estate del '59, nel dancing di una casa del popolo del litorale pisano, si balla, eccome se si balla..
Baffone poi non è più venuto. Qualcuno lo aspetta ancora.
..ma qualcos'altro sta per arrivare..
 
Raccontiamo questa storia, tra Peppone e Don Camillo, Modugno e Claudio Villa, il rock and roll e lo Sputnik..
Lo facciamo anche attraverso le canzoni, colonna sonora di quegli anni e anche di quelli a venire.
 
 
Come è nato lo spettacolo
 
Questo spettacolo nasce da una serie di interviste che ho realizzato nell’estate 2008 a frequentatori di sale da ballo, quindi ballerini, orchestrali e cantanti; persone che comunque alla fine degli anni ’50 avessero frequentato il mondo della balera, soprattutto nelle nostre zone: Pisa, la sua provincia e il litorale.
 
La prima persona che mi ha introdotto in questo mondo, ormai distante da noi, mi ha segnalato il primo errore: “la balera in Toscana non esisteva, semmai si chiama così in Romagna, da noi si chiamavano semplicemente sale da ballo..”. Quindi Balera è rimasto solo nel titolo, come nome universale, (se non proprio toscano, almeno italico), di questo piccolo microcosmo.
59 è l’anno, l’anno, o giù di li della nostra storia.
 
Poi sono venuti fuori il caposala che controllava che uomo e donna ballassero a distanza, i tre balli consecutivi e poi il riposo, i passi del bughi bughi che si imparano dagli americani nell’immediato dopoguerra e che poi vengono buoni per il rock and roll dieci anni dopo, il night che presenta le “quindicine” come nei bordelli da poco chiusi dalla Merlin, le mamme che si sedevano in sala accanto alle figlie e tutto il resto….
 
Poi la storia che ha dato il via allo spettacolo. A Marina di Pisa si balla alla sede del P.C.I., poi in quel luogo appare la Madonna e ..”Un si ballò più” mi dice un uomo di settant’anni e la moglie, marinese, conferma.
Il fatto accadde realmente, nel 1948, la sede del partito viene ben presto soppiantata da una specie di santuario meta di mistici pellegrinaggi ….
 
Da tutto questo ho inventato una storia con l’aiuto di Angelo Cacelli, (operaio, sindacalista e regista) e l’ho ambientata a Marina di Pisa, nel dancing estivo della Casa del Popolo “Il mar dell’avvenire”, durante la lunga, molto calda e tormentata estate del ’59, anno simbolico per il passaggio dall’Italia del dopoguerra a quella del boom economico.
 
Poi l’incontro con Daniela Romano, fisarmonicista salentina di stanza a Firenze e le lunghe discussioni sulle canzoni e le musiche da metter dentro. Si appassiona al testo: io sono il cantante Bellarmino e lei l’orchestra I Millesuoni, ma anche la presenza femminile della balera.
E una donna in scena fa sempre..la sua figura.
 
Spettacolo di narrazione o teatro-canzone, teatro cabaret o teatro teatro?
Un po’ di questo ma anche di altro, forse una veglia, forse un racconto con canzoni e aneddoti. Quel mondo certamente non c'è piu'.
 
E poi lo sapevate che il partito in quegli anni odiava Fred Buscaglione, perché portatore dei nuovi sound americani e invece sosteneva il compagno Claudio Villa?
Visto che il rock era “il ballo del diavolo”, anche il prete era d’accordo.  Marco Azzurrini